Valerio Riccobono e la rabbia per la scarcerazione di Brusca: “Cambiamo la legge sui pentiti, è arrivato il momento!”

Giovanni Brusca, l’ex mafioso divenuto il simbolo dei killer di Cosa nostra, l’assassino che ha fatto esplodere la bomba di Capaci e ha dato l’ordine di strangolare e sciogliere nell’acido Giuseppe Di Matteo (figlio del pentito che lo accusò della strage), ha chiuso i conti con la giustizia ma mantiene il proprio legame con lo Stato che continuerà a vigilare sulla sua sicurezza. E programmare con lui un futuro ancora incerto. La scarcerazione per «fine pena» era prevista per l’autunno o poco prima, ma gli ultimi calcoli su un altro segmento di liberazione anticipata a cui il detenuto aveva diritto hanno provocato un’accelerazione inattesa. E sono rimasti tutti spiazzati, Brusca e chi deve continuare a occuparsi di lui.

A rimanere senza parole, anche il giovane conduttore e attivista siciliano Valerio Riccobono, che da anni si occupa di trattare argomenti di attualità sul web e nelle scuole.

Ecco le parole del sedicenne siciliano in merito alla scarcerazione di Brusca “U Verru”:

“Ho capito che i magistrati aiutano gli assassini, si questa è stata una legge voluta dal giudice Falcone, ma sono sicuro che se sarebbe stato oggi vivo, il giudice Falcone avrebbe cambiato la legge sui pentiti. Non è accettabile liberare un uomo come Brusca, un uomo che secondo il mio punto di vista non si è mai pentito davvero, non ha raccontato neanche tutto quello che sa e che avrebbe potuto dire. Oggi il mio pensiero va a tutti quei familiari vittime di mafia: Graziella Accetta, Luana Ilardo, Salvatore Borsellino, Vincenzo Agostino; persone che io, in prima persona conosco e vedo la loro sofferenza e la loro rabbia per le morti dei loro cari, tra l’altro alcuni ancora oggi senza giustizia. Da un paio di giorni gira sul web, Il video dove Brusca dice di essersi pentito per gli omicidi da lui commessi, a me mi sembra una presa in giro. INACCETTABILE l’Uccisione che lui ha fatto con le sue mani al piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido da lui all’età di 11 anni. Le leggi si possono modificare, come stanno cancellando il 41bis, adesso è arrivato il momento di modificare quella sui pentiti. Ripeto ancora una volta che Il fine pena mai l’avranno sempre e soltanto i familiari vittime di mafia. Io oggi sono DELUSO e DISGUSTATO dallo stato italiano, vergogna!”

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