L’Ambiente e l’insostenibile leggerezza della politica

Dipoliticanews24ore

Giu 7, 2021

D’accordo con le critiche, ma voi cosa proponete?». Lo ha chiesto all’improvviso un passante al presidente nazionale di Legambiente alla vigilia dell’odierna Giornata mondiale dell’ambiente. Stefano Ciafani era appena passato dal flash mob di Napoli a quello di Ceccano: dalla Terra dei fuochi alla Valle del Sacco. Prima la protesta davanti al palazzo della Regione Campania e poi la levata di scudi presso l’emblematico Ponte Berardi della Contea ciociara: che sovrasta il fiume Sacco, ma è dominato dal suo inquinamento.

La proposta di Legambiente

Cos’ha proposto (invano) Legambiente? Un suo Recovery Plan «per un’Italia più verde, innovativa e inclusiva»: 23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali e 5 riforme trasversali. Tutti da inserire nel Piano di ripresa e resilienza (Pnrr). E, in risposta alla domanda del passante ceccanese, sono state poste all’attenzione del Governo anche dieci Opere F.A.R.O.: acronimo per Finanziamento per l’avvio di ricerche originali. E con la terza si è invocato il totale risanamento ambientale, tra l’altro, della Terra dei fuochi e della Valle del Sacco.

Perché si fa presto a parlare di bonifica. Quella finanziata dal Ministero, storicamente dell’Ambiente e ora rispondente alla Transizione Ecologica, e dalle rispettive Regioni non interessa tutte le terre inquinate. Verrà attuata, per restare in zona, nei siti ricadenti nel Sir (Sito con inquinamento di interesse regionale) Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano e nel Sin (Sito con inquinamento di interesse nazionale) Bacino del Fiume Sacco. L’uno, che dal 2013 è rimasto declassato a Sito di interesse regionale, comprende le principali aree campane oggetto di interramento e roghi di rifiuti. L’altro, che dal 2014 è tornato Sito di interesse nazionale tramite ricorso al Tar, include i terreni industriali e agricoli dismessi e non, e potenzialmente contaminati.

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